Le priorità della Cina nel Piano 2026–2030 e le opportunità per per aziende abruzzesi

 

Come cambierà l’economia cinese da qui al 2030? È una domanda che interessa da vicino non solo l’Unione europea, ma anche i territori italiani a forte vocazione produttiva ed esportatrice come l’Abruzzo. La Cina resta infatti uno dei principali protagonisti dell’economia globale e un partner strategico per molte imprese, comprese le PMI che operano nei settori dell’agroalimentare, del farmaceutico, dell’automotive, dell’aerospazio, della moda e dell’energia. Un’analisi approfondita arriva dal nuovo Position Paper della Camera di Commercio Europea in Cina, frutto del contributo di oltre 1.600 aziende europee, che raccoglie 1.141 raccomandazioni rivolte alle autorità di Pechino impegnate nella definizione del 15° Piano Quinquennale (2026–2030).

 

Il documento analizza le sfide che il Paese dovrà affrontare nei prossimi anni e gli effetti che potranno derivarne per le relazioni economiche e commerciali internazionali. 

Negli ultimi cinque anni, la Cina ha, infatti, modificato in modo profondo la propria strategia di crescita: il Piano precedente non aveva fissato obiettivi precisi di espansione economica, segno che i ritmi del passato non erano più sostenibili. L’attenzione si è spostata sull’autosufficienza tecnologica e industriale, con la cosiddetta politica della “doppia circolazione”, che punta a rafforzare la domanda interna e allo stesso tempo mantenere la competitività del Paese sui mercati esterni. 

 

Le imprese europee, nell’elaborare il report, hanno individuato cinque aree chiave su cui la Cina dovrebbe concentrarsi per garantire uno sviluppo più equilibrato. La prima è il sostegno alla domanda interna, migliorando il sistema di welfare e i redditi familiari per stimolare i consumi: una scelta che potrebbe favorire anche le esportazioni europee in particolare nei comparti alimentare e moda, dove il Made in Italy gode tuttora di forte apprezzamento. La seconda riguarda un maggiore spazio al mercato e alle imprese private, che potrebbero contribuire con più efficienza e innovazione rispetto al settore statale. Un contesto più aperto e liberalizzato potrebbe migliorare le condizioni di ingresso per le aziende italiane dell’automotive e della meccanica avanzata, settori in cui l’Abruzzo vanta poli industriali competitivi e integrati nelle catene di fornitura. Il terzo punto è la necessità di rendere i rapporti commerciali più equi, riducendo le barriere e assicurando condizioni di reciprocità, al fine di ampliare le opportunità non solo per i partner internazionali, ma anche per le PMI. 

 

Un altro tema centrale è la transizione verde: Pechino è già il più grande investitore mondiale nelle energie rinnovabili e mira a ridurre significativamente le emissioni entro il 2030, aprendo possibilità di collaborazione con le aziende europee specializzate in tecnologie sostenibili: un ambito in cui, secondo i dati Istat, l’Abruzzo si colloca in una posizione particolarmente favorevole. Infine, la trasformazione digitale. La Cina ha definito negli ultimi anni un quadro sempre più rigido in materia di cybersicurezza e gestione dei dati; tuttavia, secondo gli operatori europei, è fondamentale mantenere un equilibrio tra tutela delle informazioni e accesso equo al mercato. Un ambiente digitale più aperto favorirebbe l’innovazione e attrarrebbe nuovi investimenti esteri.

 

Un segnale concreto di un crescente interesse delle aziende abruzzesi verso la Cina viene dalla grande partecipazione di una delegazione di un una quindicina di aziende locali impegnate nei diversi settori alla quinta edizione della Fiera dell’Innovazione di Nanchino lo scorso mese di settembre. La missione guidata dal presidente del consiglio comunale di Chieti  arch Luigi Febo nata dalla collaborazione con la municipalità di Nanchino, si è rivelata una piattaforma strategica per le imprese regionali, capaci di valorizzare le eccellenze tecnologiche, manifatturiere e artigianali del territorio, e di avviare nuovi contatti in settori chiave del nuovo piano quinquiennale. 

Ha partecipato alla missione anche la Confimi Industria Abruzzoe principale associazione di categoria della nostra regione e la società Walter Tosto SpA azienda simbolo dell’eccellenza industriale regionale e dell’ingegneria meccanica avanzata quest’ ultima vincitrice del Premio Corradino D’Ascanio a Shanghai, evento promosso dall’Associazione Abruzzesi in Cina con il sostegno della Regione Abruzzo nella persona del Govirenatore Marsilio e del CRAM – Consiglio regionale degli abruzzesi nel mondo.

 

Il 15° Piano Quinquennale, che sarà formalmente adottato e reso operativo nel marzo del 2026, dovrebbe confermare questa direzione strategica: consolidare la crescita domestica, innovare nei settori tecnologici, rafforzare la sostenibilità ambientale e rendere più trasparenti le regole del mercato. Seguire questi sviluppi sarà essenziale anche per le imprese abruzzesi che guardano con attenzione ai mercati internazionali. Capire dove Pechino investirà e come si evolveranno le regole del commercio mondiale significa infatti anticipare opportunità, rafforzare le filiere produttive e rendere più competitivo il tessuto industriale abruzzese in una fase di trasformazione globale.  

 

A cura di: Carlo Diego D’Andreavicepresidente nazionale della Camera di Commercio dell’Unione Europea in Cina, presidente dello Shanghai Chapter e managing partner di D’Andrea & Partners Legal Counsel